Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2026

TZARA

Immagine
N. 4905 - Parole crociate senza schema 905144 Samuel Rosenstock nacque il 16 aprile 1896 a Moinești, cittadina della Moldavia romena, in una famiglia ebraica benestante. Da ragazzo frequentò a Bucarest un liceo francofono, dove si appassionò alla poesia simbolista e strinse amicizia con Ion Vinea e il pittore Marcel Janco. Insieme a loro fondò nel 1912 la rivista «Simbolul», firmando i primi versi con lo pseudonimo Samyro — anagramma parziale di Samy Rosenstock. Ma il giovane poeta cercava letteralmente di farsi un nome. Tra il 1913 e il 1915 esitò fra diversi pseudonimi prima di approdare a quello definitivo: Tristan Tzara. Sull'origine si è discusso a lungo: secondo la versione più diffusa, si tratta di un gioco di parole dal romeno trist în țară , cioè «triste in patria». Lo adottò legalmente nel 1925, ma lo usava già da un decennio. Nel 1915, in piena guerra mondiale, Tzara lasciò la Romania per Zurigo, dove si iscrisse alla facoltà di filosofia. La città pullulava di esuli, p...

KAHLO

Immagine
N. 4904 - Incroci obbligati 904130 C'è un cognome che, nel corso del Novecento, ha smesso di essere soltanto un cognome per diventare qualcos'altro — un colore, un grido, un modo di guardare il dolore senza abbassare gli occhi. Quel cognome è Kahlo . La parola ha radici lontane dal Messico che l'ha resa celebre. Deriva dal tedesco, portata oltreoceano dal padre di Frida, Carl Wilhelm Kahlo — un fotografo nato a Pforzheim, nel Baden-Württemberg, che emigrò in Messico nel 1891 e lì rifece la propria vita, ribattezzandosi Guillermo. In tedesco antico, il termine kahl significa "calvo", "spoglio", "nudo" — un'etimologia quasi profetica, se si pensa all'arte della figlia: un'arte che si spoglia di ogni velo, che si presenta nuda davanti allo spettatore e gli chiede di sostenerne lo sguardo. Frida Magdalena Carmen Kahlo Calderón nacque a Coyoacán nel 1907, benché lei stessa amasse postdatare la propria nascita al 1910, anno della Rivo...

SALSAPARIGLIA

Immagine
N. 4903 - Parole crociate senza schema 903145 La salsaparìglia è una pianta rampicante del genere Smilax , appartenente alla famiglia delle Smilacee ( Smilacaceae ), nota soprattutto per l'uso medicinale della sua radice, che per secoli è stata impiegata per preparare decotti considerati depurativi. Oggi il termine sopravvive più che altro nei testi di erboristeria, nella storia della medicina e — qualche volta — nei cruciverba, dove la sua forma curiosa e un po' esotica si presta bene alle definizioni. La parola deriva dallo spagnolo zarzaparrilla , composto di zarza (rovo, arbusto spinoso) e parrilla (piccola vite, diminutivo di parra ), un nome che riflette bene la natura rampicante e spinosa della pianta. Il termine entrò nelle lingue europee nel XVI secolo, dopo l'arrivo in Europa delle piante medicinali provenienti dal Nuovo Mondo. Gli spagnoli avevano conosciuto la radice in Mesoamerica, nei Caraibi e in Sudamerica, dove era già usata nella medicina tradizionale ...

PICO DELLA MIRANDOLA

Immagine
N. 4902 -Incroci obbligati sillabici 90292 Giovanni Pico della Mirandola (1463–1494) fu uno dei più straordinari prodigi intellettuali del Rinascimento italiano. Nato a Mirandola, piccola signoria dell’Emilia, apparteneva a una famiglia nobile destinata tradizionalmente alla carriera ecclesiastica. Pico però dimostrò fin da giovanissimo una curiosità universale e una memoria prodigiosa: studiò diritto canonico a Bologna, filosofia a Ferrara e a Padova, e in breve tempo si immerse nello studio del latino, del greco, dell’ebraico e perfino dell’aramaico. La sua ambizione non era semplicemente accumulare sapere, ma riconciliare le diverse tradizioni filosofiche e religiose dell’umanità. Pico era convinto che la verità fosse una sola e che potesse essere rintracciata, sotto forme diverse, nelle dottrine dei filosofi greci, nella teologia cristiana, nella filosofia araba e persino nella tradizione ebraica della Cabala. Questa aspirazione culminò nel suo progetto più celebre. Nel 1486, a so...

ARIBALLI

Immagine
N. 4901 - Rebus 90149 Forma plurale del sost. m. "ariballo", parola misteriosa che viene dritta dritta dall’antichità classica.  L’ariballo è infatti un piccolo vaso dell’antica Grecia, di forma generalmente globulare o ovoidale, con collo stretto e una sola ansa, usato per contenere oli profumati o unguenti. Era un oggetto personale, spesso legato alla sfera dell’atletica: gli atleti lo portavano con sé in palestra, talvolta appeso al polso tramite una cordicella, per cospargersi d’olio prima degli esercizi. Non era un vaso qualunque: poteva essere finemente decorato, soprattutto nella produzione corinzia e attica tra VII e V secolo a.C. Piccolo sì — ma artisticamente ambizioso. Ariballo corinzio, 575–550 a.C., alto 10,8 cm. Toledo Museum of Art (già collezione Lord Swansea), Toledo, Ohio (USA). La sua forma compatta non era casuale. L’imboccatura stretta serviva a dosare l’olio; il corpo tondeggiante ne facilitava la presa. L’arib...