CANOPI
N. 4934 - Parole crociate senza schema 34131 Quattro vasi allineati, quattro teste a sigillarne l’imboccatura: un uomo, un babbuino, uno sciacallo, un falco. Chi li incontra in una vetrina del Museo Egizio di Torino potrebbe scambiarli per un servizio di soprammobili particolarmente austero. Custodivano invece ciò che l’imbalsamatore aveva tolto al defunto e trattato per sottrarlo alla corruzione: fegato, polmoni, stomaco, intestini. Il corpo andava all’eternità, per così dire, smontato: i canopi ne conservavano le parti perché anche queste partecipassero alla sopravvivenza nell’aldilà. Il nome, curiosamente, nasce da un equivoco. Canòpo (dal greco Κάνωπος / Kánōpos / attraverso il latino Canōpus , nel quale l’accento si sposta sulla penultima sillaba perché questa contiene una vocale lunga) era una città presso la foce del ramo più occidentale del Nilo, vicino all’odierna Abukir. Dal nome della città deriva il nome comune maschile canòpo , con cui si designa il vaso funerario...