SCARICALASINO


Tra i giochi che animavano i cortili e le piazze, pochi hanno un nome tanto eloquente quanto scaricalàsino, sost. s. m. Il vocabolario Treccani lo definisce un gioco in cui i ragazzi si portano a vicenda «a cavalcioni sulle spalle». In poche parole, un bambino fa da cavalcatura, l’altro sale; poi si scambiano i ruoli.

Il nome deriva, naturalmente, dalla locuzione scaricare l’asino: chi porta il compagno è l’asino, e scendere significa finalmente alleggerirlo. La parola conserva così, insieme all’azione, la voce che si potrebbe immaginare gridata durante il gioco. Ma questa è un’immagine suggerita dal nome, non una regola tramandata dai dizionari.

Esisteva anche una variante agonistica: due «cavalieri», ciascuno sulle spalle di un compagno che faceva da asino, cercavano di far cadere a terra l’avversario. Gli asini potevano spingersi con le spalle, ma non usare mani o piedi. Vinceva il cavaliere che riusciva a disarcionare l’altro due volte su tre.

Ralph Hedley, The Tournament (1898). Una sfida sulle spalle dei compagni: raffigurazione inglese di un gioco simile alla variante agonistica dello scaricalasino.

Un altro gioco dal nome affine è lo scaricabarile. Qui i ragazzi si mettono schiena contro schiena, intrecciano le braccia e si sollevano a turno. È da questo movimento che nasce l’espressione fare a scaricabarile: passarsi l’un l’altro un peso che nessuno vuole portare, soprattutto quando si tratta di responsabilità.

Scaricalasino è anche un antico nome di Monghidoro, sull’Appennino bolognese. Nel Medioevo il luogo era un punto di passaggio e di controllo: secondo le fonti turistiche locali, i mulattieri vi scaricavano le merci trasportate dagli animali da soma per i controlli di frontiera. Il nome descriveva dunque un gesto concreto della vita di montagna. Sopravvive oggi, fra l’altro, nel nome del Coro Scaricalasino, fondato a Monghidoro nel 1975.

Qui l’asino rischia di portare il discorso fuori strada. In un elenco di Treccani, scaricalasino compare curiosamente fra i giochi da tavolo; lo stesso elenco, però, pone asino fra i giochi di carte. Il vocabolario definisce scaricalasino soltanto come gioco fisico. Se il nome è stato usato anche per un passatempo con le carte, occorrerebbe una testimonianza specifica per descriverlo e distinguerlo dal gioco dell’asino.

In ogni caso, tra cortile e passo appenninico, scaricalasino conserva la stessa immagine: un peso sulle spalle e il momento, atteso da chi lo porta, di deporlo.

Commenti

Post popolari in questo blog

BARATTIERI

PROSERPINA

MARIA VETSERA