GIOVANNI SENZATERRA
Senzaterra è il soprannome con cui la storia ricorda Giovanni d’Inghilterra, re dal 1199 al 1216. Lo ricevette da bambino, e gli eventi si incaricarono di renderlo amaramente appropriato. Nato intorno al Natale del 1166 o del 1167, ultimo dei figli di Enrico II Plantageneto ed Eleonora d’Aquitania, Giovanni rimase ai margini dei progetti dinastici paterni. Gli accordi di Montmirail del 1169 delineavano il futuro dei fratelli maggiori: a Enrico il Giovane erano destinate l’Inghilterra, la Normandia e l’Angiò, a Riccardo l’Aquitania, a Goffredo la Bretagna. Per il più piccolo non era previsto un dominio paragonabile. Secondo la tradizione fu lo stesso padre a soprannominarlo per scherzo «senza terra»: Jean sans Terre in francese, John Lackland in inglese. L’italiano lo ha consegnato alla storia nella forma composta Senzaterra.
Giovanni Senzaterra in una raffigurazione di Matthew Paris, dall’Historia Anglorum (1250–1259). British Library, Royal MS 14 C VII, f. 9. Fonte: Wikimedia Commons, pubblico dominio.
Enrico cercò più volte di rimediare. Nel 1173 il progetto di assegnare al figlio minore tre castelli — Chinon, Loudun e Mirebeau — suscitò l’opposizione di Enrico il Giovane e contribuì a innescare la ribellione dei fratelli maggiori contro il padre. Nel 1177 Giovanni fu nominato Dominus Hiberniae, signore d’Irlanda. La spedizione del 1185 si risolse però in un sostanziale fallimento: il giovane principe si alienò i capi irlandesi e non riuscì a imporre la propria autorità ai signori anglonormanni.
La sorte cambiò per sottrazione. Morti Enrico il Giovane nel 1183 e Goffredo nel 1186, Giovanni rimase l’unico fratello di Riccardo ancora in vita, benché il nipote Arturo di Bretagna, figlio di Goffredo, potesse vantare diritti concorrenti alla successione. Durante la crociata e la prigionia di Riccardo, Giovanni tramò contro il fratello per sottrargli il trono: è il «principe Giovanni» che le successive rielaborazioni della leggenda di Robin Hood avrebbero fissato nell’immaginario popolare come usurpatore. Nel 1199 Riccardo morì per una ferita di balestra ricevuta durante l’assedio di Châlus. Giovanni gli succedette, fra contrasti e rivendicazioni, alla guida di un insieme di domini esteso dai confini della Scozia ai Pirenei.
L’epiteto, però, si sarebbe rivelato profetico. Arturo, catturato dallo zio, scomparve nel 1203: il sospetto che Giovanni lo avesse fatto uccidere aggravò l’ostilità di una parte della nobiltà continentale. Nel 1204 Filippo II Augusto gli strappò la Normandia, terra d’origine della dinastia regnante. Caddero anche l’Angiò e altri possedimenti francesi. Il tentativo di riconquista fallì nel 1214: Giovanni dovette ritirarsi davanti alle forze del principe Luigi a La Roche-aux-Moines, mentre i suoi alleati furono sconfitti da Filippo a Bouvines. Il figlio sans Terre, divenuto re, perdeva le terre dei padri.
Non andò meglio sul fronte ecclesiastico. Il rifiuto di accettare Stefano Langton come arcivescovo di Canterbury costò all’Inghilterra l’interdetto di Innocenzo III nel 1208 e al re la scomunica nel 1209. Nel 1213 Giovanni cedette: accettò Langton e riconobbe la sovranità feudale della Santa Sede sull’Inghilterra e sull’Irlanda, ricevendole nuovamente in feudo. La sottomissione gli procurò tuttavia un prezioso alleato nel papa.
Esasperati dalle esazioni fiscali, dagli abusi del governo e dalle sconfitte, i baroni ribelli lo costrinsero a un accordo a Runnymede, sulle rive del Tamigi. Ne nacque la carta datata 15 giugno 1215, poi conosciuta come Magna Carta. Era un compromesso di pace che tutelava soprattutto prerogative feudali e libertà degli uomini liberi; Innocenzo III lo annullò appena due mesi dopo. Ripresa e modificata sotto i successori di Giovanni, la Carta ebbe però una fortuna straordinaria: divenne uno dei testi più celebri a sostegno del principio che anche il sovrano è soggetto alla legge.
Uno dei quattro esemplari superstiti della Magna Carta del 1215. British Library, Cotton MS Augustus II 106. Fonte: Wikimedia Commons, CC0.
Fallita la pace, riprese la guerra civile. I ribelli offrirono la corona a Luigi di Francia, che sbarcò in Inghilterra nel 1216. Nell’ottobre di quell’anno parte del convoglio dei bagagli di Giovanni andò perduta attraversando le distese fangose del Wash. Il re, ammalato di dissenteria, morì a Newark nella notte fra il 18 e il 19 ottobre. Fu sepolto nella cattedrale di Worcester; gli succedette il figlio Enrico III, di nove anni.
Resta il nome, e con esso un composto che vive anche fuori dai libri di storia. Senzaterra indica chi è privo di proprietà fondiaria: si pensi ai sem terra brasiliani, i lavoratori rurali organizzati nella lotta per la riforma agraria. Il soprannome medievale e la denominazione moderna esprimono, in contesti lontanissimi, la stessa mancanza. Per Giovanni, però, quella parola finì per raccontare non soltanto ciò che non aveva ricevuto, ma anche ciò che non seppe conservare.
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